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Come è cambiato l'E-Commerce per la PMI?


Sono passati ormai più di tre mesi da quanto lo tsunami COVID-19 si è schiantato sulle coste italiane. Un fenomeno potente e improvviso che ha schiaffeggiato le nostre aziende. E in parte continua a farlo, nonostante si stia cercando di tornare alla normalità.

In questi mesi siamo tutti cambiati molto. Quanto meno nell'approccio al lavoro e al consumo. Il cambiamento porta con se aspetti positivi e aspetti negativi. Oltre alla necessità di adattarsi. Per questo le aziende non possono ignorare le evoluzioni a cui stiamo assistendo in questi mesi. Il rischio è quello di perdere l'onda e fare ancora più fatica a ripartire.

In particolare, c’è un fenomeno che ha accelerato fortemente la sua crescita durante il lock down, ma che ancora non è stato compreso pienamente da tante aziende: la propensione all'acquisto online del consumatore.

Abbiamo iniziato ad osservarlo già in Cina. Durante il lock down le vendite online degli operatori cinesi sono cresciute del 300% rispetto allo stesso periodo del precedente anno. E una volta “liberata” la popolazione, questo aumento è stato mantenuto, anche perché tanti imprenditori hanno fiutato l’opportunità e si sono immediatamente dotati di soluzioni e-commerce (Fonte: Le Figaro).

Lo stesso fenomeno si sta sviluppando negli Stati Uniti. Secondo Quantum Metric, una società di analisi al dettaglio predittiva, la quarantena e il movimento limitato imposti dal governo americano durante l'epidemia di COVID-19 stanno portando ad un aumento della spesa online in diversi stati degli USA.

Alcuni prodotti segnano un forte aumento di vendite online (alimentare, forniture per le pulizie, parafarmacie), altri stanno segnando un calo di vendite (abbigliamento, prodotti per lo sport) in parte a causa dell’impossibilità di movimento, in parte perché le aumentate vendite online vengono compensate dalla chiusura dei negozi fisici.

Insomma, non tutti i prodotti beneficiano dell’e-commerce in questo momento. Ma quello che è importante capire è che l’acquisto online è diventato parte integrante e naturale della vita di tantissime persone. Molte delle quali prima del lock down non si sarebbero neppure sognate di acquistare online alcun tipo di prodotto. Questi clienti quindi possono essere raggiunti da un nuovo canale.

E in Italia cosa sta succedendo?

Se nel mondo ci sono segnali chiari di crescita degli e-commerce, in Italia non siamo da meno. La crescita dello shop online nel Bel Paese è innegabile. I dati rilevati da Idealo il 2 aprile 2020, portano un quadro preciso della situazione in Italia e sorridono alla sua evoluzione futura:

  • Tra febbraio e marzo del 2020 la spesa online di beni a largo consumo è cresciuta dell’81%

  • Il tempo speso su siti di food delivery e GDO è aumentato del 250% in quarantena rispetto a gennaio

  • Il 31% delle persone afferma che comprerà online quello che prima acquistava nei negozi fisici.

  • Del totale degli acquisti online il 61,7% viene fatto dagli uomini, il 38,3% dalle donne

  • La maggior parte degli acquisti avviene tra coloro che hanno tra i 25 e i 54 anni. Medaglia d’oro per le persone tra i 35 e i 44 anni che sono i clienti online più attivi.

  • Il trend di crescita (come fatturato) dell’e-commerce in Italia pre-COVID era superiore al 15% annuo

Il web shop, o e-commerce, era già in forte crescita ancora prima della serrata. Questi due mesi di lock down non hanno fatto altro che accelerare il fenomeno come necessità obbligata. Inoltre, i primi dati di Fase 2 mostrano che questa nuova spinta all'acquisto online non si è persa con la riapertura delle attività. Esattamente come accaduto in Cina pochi mesi fa.

Certo, il negozio fisico e il commercio come siamo abituati a intenderlo, non sparirà in un giorno. E forse non sparirà mai del tutto. Ma il web shop prenderà sempre più piede nelle abitudini di consumo degli italiani. E non può essere ignorato.

L’E-Commerce per la PMI italiana

Capire che il web shop sia in crescita è facile.. Quello che è più complesso è capire come questo fenomeno incide sul commercio e come la PMI può sfruttarlo al meglio. Ovvero come possono fare tutte quelle aziende che non appartengono ai big dell'online commerce come Amazon, a ottenere veri benefici dal web shop.

Partiamo dall'aspetto negativo: il tempo. Il cambiamento di approccio al commercio da parte di tanti consumatori è stato repentino. E impone alle imprese di premere forte sull'acceleratore per restare al passo.

Detto questo però, ci sono anche enormi aspetti positivi. Poter vendere online permette di raggiungere un bacino di consumatori infinitamente più vasto rispetto a prima e a costo quasi nullo. Il mercato è pieno di nicchie e segmenti di consumo ricchi e non coperti dai big del web shop. I titolari di piccole attività commerciali (negozi di alimentari, detersivi, arredamento, ma anche logistica, commercio edile e commercio in generale), possono aumentare i loro consumatori nell'arco di poco tempo. Più si ha fantasia, estro e creatività, più si può allargare la base di consumo.

Parliamoci chiaro, Amazon continuerà a fare fatturati da record assorbendo grandi quote di mercato. Ma la PMI non lo deve temere. In parte perché Amazon non sarà mai in grado di assorbire tutto il mercato e lascerà sempre spazio a specializzazioni poco redditizie per lui. E in parte perché il bacino di compratori a cui la PMI può accedere con il web shop è infinitamente più grande di quello attuale. E soprattutto è riconoscibile.

La mossa però va fatta velocemente, ma con senso critico. Bisogna trovare il giusto strumento che ci permetta di sfruttare veramente le potenzialità del web shop.

Quindi come fare a scegliere?