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DURC di Congruità: Il nuovo documento obbligatorio per le imprese edili

Il DURC sarò obbligatorio per i cantieri che inizieranno dopo il 1° novembre. Le imprese dovranno dimostrare alla committenza privata o pubblica il DURC di congruità prima del saldo finale dell’opera.




Dal primo novembre 2021, il sistema edile dovrà gestire un nuovo documento obbligatorio. Oltre al già conosciuto DURC UNICO di regolarità contributiva, le imprese edili, tramite il DURC di congruità, dovranno certificare l’incidenza della manodopera utilizzata dall’appaltatore per ogni specifico cantiere.


Il DURC di Congruità è stato definito nei termini legislativi con il DM n. 143 del 25 giugno 2021 in attuazione all’Accordo Collettivo del 10 settembre 2020 sottoscritto dalle organizzazioni del settore edile.


Lo scopo principale di questo nuovo documento è combattere il fenomeno del lavoro nero in edilizia in modo che l’impresa utilizzi nei cantieri edili una manodopera regolare ed in misura proporzionata alle dimensioni dell’incarico ricevuto.


Il decreto è quindi rivolto al comparto edile, nel quale rientrano tutte le attività, direttamente e funzionalmente connesse all’attività resa dall’impresa affidataria dei lavori, per le quali trova applicazione la contrattazione collettiva dell’edilizia stipulata dalle organizzazioni di rappresentanza comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.


Restano, invece, esclusi i lavori affidati per la ricostruzione delle aree territoriali colpite dagli eventi sismici del 2016 e già oggetto di specifiche ordinanze del Commissario straordinario del Governo.


A chi si applica il DURC?


Il DURC di congruità per il settore edile, si riferisce all’incidenza della manodopera utilizzata relativa ad uno specifico intervento realizzato, e viene applicato sia ai lavori pubblici che privati.


Per i lavori pubblici viene applicato a qualsiasi cantiere, mentre per le opere private è limitato solo per i cantieri sopra i 70 mila euro.


Per i lavori pubblici, la congruità dell’incidenza della manodopera sull’opera complessiva è richiesta dal committente o dall’impresa affidataria in occasione della presentazione dell’ultimo stato di avanzamento dei lavori da parte dell’impresa, prima di procedere al saldo finale dei lavori.


Per i lavori privati, la congruità dell’incidenza della manodopera deve essere dimostrata prima dell’erogazione del saldo finale da parte del committente. L’attestazione va riferita alla congruità dell’opera complessiva.


Come si verifica la congruità?


Così come avviene per il DURC unico di regolarità contributiva, il DURC di congruità subisce un sistema di verifica che coinvolge le Casse Edili territoriali.


Il sistema informatico della Commissione Nazionale paritetica per le Casse Edili (CNCE) che coordina l’attività delle Casse Edili territoriali, si è dotato di un sistema informatico per consentire una modalità di gestione dei cantieri, la corretta compilazione della denuncia mensile e per consentire di agevolare la verifica di congruità della manodopera. (Per sapere le Casse Edili abilitate al rilascio, visita il sito: http://www.durc.it/)


La verifica di congruità è eseguita in relazione agli indici minimi di congruità riferiti alle singole categorie di lavori, riportati nella Tabella allegata all’Accordo collettivo del 10 settembre 2020.




Per superare la verifica delle CNCE e ricevere di conseguenza il DURC di Congruità che permette di chiedere il saldo dei lavori effettuati, l’impresa affidataria deve comunicare alla Casse Edili territoriali alcuni parametri quali:


  1. Valore complessivo dell’opera

  2. Valore di lavori edili previsti

  3. Lavoratori impiegati/ore secondo la mansione in tabella

  4. Committenza

  5. Subappalti

  6. Varianti


Cosa succede se non sono congruo:


L’attestazione di congruità è rilasciata, entro 10 giorni dalla richiesta, dalla Cassa Edile territorialmente competente su istanza dell’impresa affidataria o del soggetto da essa delegato oppure del committente.

Qualora non sia possibile attestare la congruità, la Cassa competente evidenzierà analiticamente all’impresa le difformità riscontrate, invitandola a regolarizzare la posizione entro 15 giorni attraverso il versamento in Cassa Edile dell’importo corrispondente alla differenza di costo del lavoro necessaria per raggiungere la percentuale stabilita per la congruità.

In mancanza di regolarizzazione, l’esito negativo della verifica di congruità riferita alla singola opera, pubblica o privata, incide, dalla data di emissione, sulle successive verifiche di regolarità contributiva finalizzate al rilascio del DURC online per l’impresa affidataria.

In caso di mancato raggiungimento della congruità, qualora lo scostamento rispetto agli indici di congruità sia accertato in misura pari o inferiore al 5% della percentuale della manodopera la Cassa rilascerà la regolarità previa giustificazione del direttore lavori.

Diversamente in caso di non regolarizzazione verrà comunicato l’esito negativo della congruità con conseguente indicazione dell’impresa in Banca nazionale delle imprese irregolari BNI.


Conclusione:


L’intento positivo di combattere il lavoro nero, forza le imprese a produrre nuovi documenti per dimostrare la regolarità dell’azienda e del suo operato.

In questo caso si crea una nuova situazione, non legata solo alla regolarità contributiva dei dipendenti, ma finalizzata a dimostrare che per la realizzazione di una certa opera sia utilizzata una mano d’opera congrua in base alle specifiche del lavoro.

Questo impone alle aziende di dover saper estrarre i dati che dimostrano l’utilizzo di numero di manodopera appropriate alla realizzazione dell’opera dalla gestione di cantiere secondo le lavorazioni riportate in tabella. In altre parole, introdurre un sistema efficiente ed efficace di controllo e monitoraggio di cantiere.

Il PNRR ha già dato (e lo farà ancora di più) un forte impulso alla ripresa del settore edile in Italia. Per questo si è voluto porre un maggior controllo sull’operato delle imprese e sulla qualità del lavoro svolto, in modo da garantire l’utilizzo corretto dei fondi da un lato, e far emergere le imprese corrette e meritevoli dall’altro.

In definitiva, le imprese edili devono saper controllare e gestire i propri cantieri sempre più in modo digitale e coerente alle aspettative in modo non solo da adempiere agli obblighi di legge, ma anche per evolversi e crescere nel settore.

Per fare questo è necessario dotarsi di quegli strumenti, quelle tecnologie e quella filosofia gestionale che permette all’impresa di adattarsi ai tempi che cambiano.

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