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Novità sul Decreto Recovery 2022: attuare il PNRR

Il Recovery Found entra nel vivo nel 2022: stando alla relazione che il governo trasmetterà al Parlamento, nel corso di quest’anno andranno centrati i 102 obiettivi necessari per assicurarsi entrambe la seconda e terza rata dei fondi europei, in tutto 40 miliardi.



PNRR: le novità del decreto recovery 2022 per l'edilizia e il cantiere
Novità sul Decreto Recovery 2022 per l’edilizia

Il Decreto Recovery 2022 per l’attuazione del PNRR è in fase di conversione in Legge


A fine aprile 2021 l’Italia ha presentato all’Europa il PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – ovvero il documento in cui spiega come prevede di utilizzare gli oltre 210 miliardi messi a disposizione dal programma europeo Next Generation Ue, insieme ai fondi già stanziati per il periodo 2021-2026. (Leggi qui l’introduzione al PNRR e il dettaglio della distribuzione dei fondi: PNRR: i fondi dedicati all'edilizia e alla filiera delle costruzioni - Parte 1 (infominds.eu)).


Nel passaggio in commissione Bilancio a Montecitorio ha subito numerose modifiche e integrazioni, passando dai 51 articoli dell’iniziale decreto emanato dall’Esecutivo ai 96 articoli effettivi attuali. Ma, nei suoi punti principali, lo riassumiamo così:


1) Conferma del superbonus e agevolazioni

Alle imprese del settore turistico, ricettivo, fieristico e congressuale il Parlamento ha attribuito il credito d’imposta e un contributo a fondo perduto, a fronte di specifiche spese sostenute per interventi in materia edilizia e per la digitalizzazione dei propri processi.


2) Ecobonus e incentivi per il digitale

Sono poi previsti contributi diretti (leggi qui il dettaglio sui fondi diretti e indiretti (PNRR: i fondi dedicati alla filiera delle costruzioni - Parte 2 (infominds.eu)) alla spesa per gli interventi di riqualificazione energetica, sostenibilità ambientale e innovazione digitale, d’importo non inferiore a 500.000 euro e non superiore a 10 milioni, realizzati entro il 31 dicembre 2025, nella misura massima del 35% delle spese e dei costi ammissibili. Si prevede, poi, la possibilità di attivare finanziamenti agevolati per le stesse finalità, in relazione alle spese non coperte da contributo diretto e da mezzi propri dell’operatore economico. È stata introdotta una disposizione con cui si prevede che il limite massimo entro il quale le risorse del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti destinate alle finalità perseguite dal Fondo crescita e sostenibilità, e non utilizzate al 31 dicembre di ogni anno, sia ridotto dal 70 al 50% per le assegnazioni effettuate nel 2022.


3) Nuove regole per la gestione dei bonus

Con le modifiche al Decreto Recovery 2022 viene creata una piattaforma unica digitale per la gestione ed erogazione dei bonus pubblici. Tale norma sarà destinata a specifici acquisti da effettuarsi mediante terminali di pagamento, mediante l’utilizzo della piattaforma tecnologica per l’interconnessione e l’interoperabilità tra le pubbliche amministrazioni e i prestatori di servizi di pagamento abilitati.

La progettazione, realizzazione e gestione del sistema informativo destinato all’attribuzione dei bonus sono affidati a PagoPa.


Decreto Recovery 2022 per l’edilizia

L’edilizia gioca, come sappiamo, un ruolo fondamentale per il successo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Gli obiettivi del Decreto Recovery 2022 più interessanti per l'edilizia e per chi guarda sempre con molto interesse alle novità tecnologiche che permettono di ottimizzare tempi, costi e risultati del mestiere e l’incremento dell’uso delle fonti rinnovabili per il risparmio energetico sono:


Conferma del Superbonus 110%

Il 2022 vedrà ancora come protagonista principale il superbonus 110%. La legge di Bilancio 2022 ha riscritto il calendario delle scadenze.

In particolare, vengono individuate le seguenti tempistiche:

1) per gli interventi effettuati dai condomìni, dalle persone fisiche proprietarie (o comproprietarie) di edifici composti fino a 4 unità immobiliari e da ONLUS, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale, compresi gli interventi effettuati dalle persone fisiche sulle singole unità immobiliari all’interno dello stesso condominio o dello stesso edificio interamente posseduto: la scadenza è fissata al 31 dicembre 2025, ma la maxi detrazione al 110% è confermata solo per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023, per scendere al 70% per le spese sostenute nell’anno 2024 e al 65% per le spese sostenute nell’anno 2025;

2) per gli interventi effettuati dagli IACP ed enti equivalenti, compresi quelli effettuati dalle persone fisiche sulle singole unità immobiliari all’interno dello stesso edificio, e dalle cooperative a proprietà indivisa (detrazione al 110%): il superbonus 110% scade il 30 giugno 2023, con possibilità di arrivare fino al 31 dicembre 2023 se alla data del 30 giugno 2023 sono stati effettuati lavori per almeno il 60% dell’intervento complessivo;

3) per gli interventi effettuati su unità immobiliari dalle persone fisiche: il superbonus spetta per le spese sostenute fino alla data del 30 giugno 2022, con possibilità di arrivare fino al 31 dicembre 2022, se alla data del 30 giugno 2022 sono stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo;

4) per gli interventi effettuati dalle associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte nel registro istituito ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lettera c), del D.Lgs. n. 242/1999, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi: il superbonus 110% si ferma il 30 giugno 2022.


Prorogazione Ecobonus e incentivi per la digitalizzazione delle imprese

Sono stati prorogati al 31 dicembre 2024, tutti gli interventi di efficientamento energetico già previsti nell’Ecobonus del 2021. I bonus valgono per l’acquisto e la posa di pannelli solari, di micro-generatori, per la sostituzione degli impianti di riscaldamento e per le spese di riqualificazione energetica nelle parti comuni dei condomini. Inoltre, sono stati stanziati 3 milioni di euro per finanziare il credito d’imposta per l’installazione di sistemi di accumulo negli impianti di produzione elettrica da fonti rinnovabili.

Con il rinnovo, fino al 2025, del Piano di transizione 4.0 per la digitalizzazione delle imprese, sono stati rinnovati sia il credito di imposta per l’acquisto di beni strumentali, sia il credito di imposta per le attività di sviluppo, innovazione e design. Tuttavia, gli incentivi saranno dimezzati a partire dal 2023.

Ma, come si ottengono i benefici del Piano di transizione 4.0 previsto dal Decreto Recovery 2022?


Tecnologie 4.0 anche nell’edilizia

L'industria 4.0 è un movimento che porta un'impresa alla digitalizzazione dei processi. Digitalizzando i processi si ottengono i dati e questi ultimi possono essere utilizzati all'interno dell'azienda come strumento di analisi: le decisioni vengono prese in maniera oggettiva permettendo infine di misurare il miglioramento delle performance dell'impresa. Questo movimento è stato delineato in maniera molto chiara dalla normativa in vigore: il Piano Nazionale Transizione 4.0. Le linee guida determinano la strada che l'impresa dovrà percorrere al fine di ottenere il beneficio del modello di industria 4.0. Questo beneficio non sarà solamente in termini economici, sarà soprattutto in termini di valore competitivo all'interno della propria impresa.

Il programma Transizione 4.0 viene rafforzato prevedendo investimenti in beni strumentali e l’aggiornamento dei macchinari. Con i fondi stanziati le imprese possono acquistare beni materiali 4.0 entro la fine del 2022 usufruendo delle diverse aliquote del credito d’imposta.




Piattaforma digitale unica per le PA e l’erogazione dei bonus

Il Decreto Recovery 2022 prevede anche la realizzazione di un sistema digitale realizzato da PagoPa che semplifica l’erogazione e la gestione di programmi di welfare per erogare bonus ed acquistare beni e servizi. Le PA potranno così scegliere di ricorrere a tale piattaforma e i cittadini potranno beneficiare dei bonus in modo facile, direttamente al momento dell’acquisto del bene o del servizio per cui è prevista l’agevolazione.

Un Decreto-legge ad hoc provvede a misure per la transizione digitale (riduzione del divario digitale, semplificazione servizi, agevolazioni imprese e sicurezza informatica nella Pubblica Amministrazione), come ad esempio il fondo “Repubblica Digitale” per iniziative di formazione digitale e superamento del digital divide per raggiungere il target del 70% di cittadini digitalmente abili entro il 2026. Il MiTE e il Ministro dell’Interno, inoltre, prevedono di consentire ai cittadini l’iscrizione e gestione online del proprio domicilio digitale accedendo con SPID e CIE all’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR), e alle imprese di acquisire le certificazioni necessarie per le proprie attività attraverso un’unica piattaforma, con il collegamento alla Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND).


Decreto Recovery 2022: un vantaggio per l’edilizia


Come abbiamo potuto notare, il Decreto Recovery 2022 per l’attuazione del PNRR lascia spazio a notevoli opportunità per il settore edile. L’obiettivo è quello di poter raggiungere una semplificazione e ottimizzazione generale del lavoro, attraverso la digitalizzazione dei processi e l’aiuto offerto da bonus e incentivi.

Per sfruttare appieno queste opportunità, la chiave è possedere gli strumenti giusti. Il software ERGO è lo strumento che aiuta le imprese nella loro transizione digitale, offrendo innovazione e flessibilità per favorire la loro crescita. Un unico software per agevolare il lavoro di tutti i collaboratori, in qualsiasi ambito.

Il PNRR del Decreto Recovery 2022 offre l’occasione all’impresa di modernizzare il proprio processo lavorativo, per poter rimanere al passo all’interno di un percorso di futuro già scritto: la transizione digitale per raggiungere l’efficienza e la sostenibilità. La transizione tecnologica si pone quindi per le PMI come l’obiettivo del presente e del prossimo futuro, diventando anche l’unico strumento con cui recuperare il divario con il resto d’Europa in termini di digitalizzazione e di produttività. E se, durante i mesi della crisi sanitaria, il digitale ha rappresentato per le piccole e medie imprese una condizione necessaria per restare competitive e garantire continuità al business, la sfida che si presenta oggi è passare da un approccio di tipo emergenziale a uno strategico e di lungo periodo, cogliendo appieno l’opportunità di una ripartenza economica del Paese attraverso un’innovazione sostenibile e reale.

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