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Nuovo Codice Appalti: cosa c’è da sapere

In questo periodo tra le tante novità del settore edilizia vi è l’entrata in vigore dal 1° aprile 2023 del nuovo Codice Appalti che ha sostituito il precedente d.lgs. n.50/2016. Scopriamo le novità principali portate da questo aggiornamento legislativo.

Codice Appalti: quali sono le novità principali?

Lo scopo principale dell’introduzione del nuovo Codice Appalti è “semplificare” le procedure per l’assegnazione degli appalti pubblici con l’introduzione di alcune nuove norme di applicazione, tra le quali la digitalizzazione dell’appalto ed il fascicolo digitale.

Per quanto riguarda la tempistica per l’applicazione, gli step importanti sono:

  • 1°aprile: entrata in vigore della norma;

  • 1° luglio: entra in vigore l'operatività del nuovo codice;

  • 1° gennaio 2024: è prevista l’entrata in vigore della digitalizzazione degli appalti.

Gli elementi più importanti del nuovo Codice sono definiti nei primi due articoli dello stesso:

  • il “principio del risultato”, inteso quale interesse pubblico primario del Codice medesimo, che afferisce all’affidamento del contratto e alla sua esecuzione con la massima tempestività e il migliore rapporto tra qualità e prezzo nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza e concorrenza;

  • il “principio della fiducia” nell’azione legittima, trasparente e corretta della P.A., dei suoi funzionari e degli operatori economici.

Affidamento incarichi: come viene gestito

Gli importi per l’affidamento degli incarichi fanno riferimento alle soglie comunitarie di € 5.382.000,00. Nella seguente tabella vengono descritti nel dettaglio i nodi cruciali:

Quali sono le principali novità

Cerchiamo ora di riassumere in pochi punti le novità più importanti del nuovo Codice Appalti. L’appalto integrato risulta essere un punto particolarmente interessante, in quanto prevede che il contratto possa avere la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori basate su di un progetto di fattibilità tecnico-economica approvato, ad esclusione degli appalti per opere di manutenzione ordinaria. Questo significa che l’impresa può concorrere per l’esecuzione dei lavori e per la progettazione esecutiva dell’opera rispettando i requisiti richiesti.

Il subappalto a cascata si adegua alla normativa europea attraverso la previsione di criteri di valutazione discrezionale da parte della stazione appaltante, da esercitarsi ipotesi per ipotesi. Questo significa che, dove possibile, si può ulteriormente subappaltare per rispettare i tempi di consegna dell’opera.

La digitalizzazione diviene il “motore” per modernizzare l’intero sistema dei contratti pubblici e ciclo di vita dell’appalto. Si realizza una digitalizzazione integrale in materia di accesso agli atti, in linea con lo svolgimento in modalità digitale delle procedure di affidamento e di esecuzione dei contratti pubblici. Si riconosce a tutti i cittadini la possibilità di richiedere la documentazione di gara, nei limiti consentiti dall’ordinamento vigente, per il tramite dell’istituto dell’accesso civico generalizzato.

Il fascicolo digitale dell’appalto pone le basi normative per la completa informatizzazione delle procedure di affidamento; tra gli obiettivi più rilevanti c’è il «definire le modalità per digitalizzare le procedure per tutti gli appalti pubblici e concessioni e definire i requisiti di interoperabilità e inter connettività» che sono tra gli obiettivi richiesti dal PNRR.

La digitalizzazione assicura in modo efficace il rispetto della legalità e sono garantiti la trasparenza, la tracciabilità, la partecipazione ed il controllo di tutti procedimenti.

Cosa richiede l’attuazione della digitalizzazione:

- il formato dei documenti solo in formato digitale;

- l’interconnessione e l’interoperatività delle diverse piattaforme tra di loro, in modo da realizzare l’ecosistema nazionale di approvvigionamento digitale (e-procurement);

- le stazioni appaltanti devono avere “la piattaforma di approvvigionamento digitale” certificata per lo sviluppo delle attività connesse al ciclo di vita digitale dei contratti pubblici.


ERGO e la digitalizzazione

Quando operiamo nel campo dei lavori pubblici il riferimento legislativo per gli aspetti contabili è l’art. 14 del D.M. 49/ 2018.

Questo stabilisce una serie di documenti che devono e sono predisposti per la contabilità di cantiere e che, se non prodotti, la stazione appaltante non riconosce il lavoro svolto: la loro mancanza non garantisce in nessun modo sulla qualità dell’opera.


Ma quali sono questi documenti?

- il Giornale dei lavori;

- i libretti di misura delle lavorazioni e delle provviste;

- il Registro di contabilità;

- lo Stato Avanzamento Lavori (SAL);

- il Certificato per pagamento delle rate;

- il Conto finale dei lavori e la relativa Relazione.


L’utilizzo del software ERGO permette all’impresa di pianificare, programmare, controllare le attività e la gestione economica ed i tempi reali di esecuzione, rispettando la previsione di realizzazione. Inoltre, le varie App di ERGO permettono di controllare tutti i processi dell’azienda edile in modo completo ed affidabile, risparmiando tempo e risorse.

Questo permette di creare il Fascicolo digitale dell’appalto che servirà a dialogare con i committenti e rispondere nei casi degli appalti pubblici agli adempimenti richiesti.



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