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Ecobonus e Sisma bonus: gli effetti per il settore edile

20.05.2020

Dopo settimane di lavoro febbrile, il Governo ha approvato il Decreto Rilancio da 55 miliardi di euro per affiancarsi alle imprese italiane nella ripartenza dopo il lock down. Un decreto complesso, composto da 266 articoli e tanti aiuti a imprese e famiglie. Anche se non sono sempre chiare tutte le condizioni e le modalità per accedere a questi fondi, si tratta di un passo avanti importante per le imprese italiane.

 

Nell'attesa che venga varato il nuovo DCPM per la semplificazione burocratica (che per tanti rappresenta la vera e propria spinta per una ripresa in Italia), il Decreto Rilancio ha previsto corposi aiuti anche per il settore edile.

 

I principali aiuti al settore edile arrivano dai famosi Ecobonus e Sisma  bonus al 110%.

 

Ecobonus 110%

 

L’ecobonus aumenta al 110% il credito di imposta del cliente finale per le spese sostenute tra il 1° luglio 2020 e Il 31 dicembre 2021 per i lavori volti a incrementare l’efficienza energetica degli edifici. Per questi interventi, al posto della detrazione sulle tasse spalmata in 5 rate annuali, il cittadino potrà optare per un contributo sotto forma di sconto in fattura da parte del fornitore, che a sua volta potrà recuperarlo come credito di imposta, cedibile ad altri soggetti (banche incluse). Il Decreto è chiaro anche sugli interventi sostenuti dall’Ecobonus:

 

  • Isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio. La detrazione si calcola su una spesa massima di 60.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che formano l’edificio. I materiali isolanti utilizzati devono rispettare i criteri ambientali minimi di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 ottobre 2017.

  • Interventi sulle parti comuni degli edifici e sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti a pompa di calore per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, anche abbinati all'installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, o con impianti di microcogenerazione. La detrazione si calcola su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 30.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

  • Nell'ultima bozza si legge che il superbonus al 110% sarà legato al miglioramento della prestazione dell’edificio di almeno due classi energetiche, in alternativa, se non possibile, gli edifici dovranno conseguire la classe energetica più alta, da dimostrare mediante l’Attestato di Prestazione Energetica (APE).

  • La spesa massima per gli impianti fotovoltaici che beneficiano della misura di detrazione 110% è di in 48.000 € con un costo massimo per kW di 2.400 € che scende a 1.600 € nel caso di interventi di ristrutturazione edilizia. Lo stesso limite di spesa è previsto per l’installazione di sistemi di accumulo, con un costo unitario minore di 1.000 €/kWh.

 

Anche gli interventi su porte e infissi possono essere inseriti nell’Ecobonus, a patto che vengano inseriti in un progetto di lavori di più ampio respiro. Altrimenti potranno beneficiare unicamente delle agevolazioni già previste a norma di legge.

 

Sisma bonus 110%

 

Oltre agli interventi per il miglioramento dell’efficienza energetica di abitazioni e strutture, il Decreto Rilancio strizza l’occhio anche opere in ambito di messa in sicurezza di case private (prime o seconde), immobili adibiti ad attività produttiva e condomini. Le opere rientranti nel Sisma Bonus devono ridurre il rischio sismico dell’abitazione o edificio di 1 o 2 classi, per un massimo di spesa agevolabile di 96.000€ (inclusi i costi di verifica sismica).

 

Esattamente come per l’Ecobonus, la spesa può essere scontata immediatamente in fattura o recuperata in 5 quote annuali di pari importo. A sua volta l’impresa edile può recuperare la somma come credito di imposta, cedibile ad altri soggetti (banche incluse).

 

Per approfondire tutte le sfaccettature dell'Ecobonus e del Sisma Bonus previsti dal Decreto Rilancio, inseriamo qui il testo ufficiale del decreto. Gli articoli 119 e 121 trattano Ecobonus e Sisma bonus con le loro modalità di attuazione.

 

 

L’effetto previsto sul mercato

 

Che Ecobonus e Sisma Bonus siano due provvedimenti che porteranno uno shock positivo sul settore edile, è facile da capire. Meno facile è quantificare l’entità di questo shock.

 

Secondo una stima dell'Ance, i lavori aggiuntivi potrebbero valere direttamente 6 miliardi nell'arco dei diciotto mesi di efficacia dei provvedimenti, generando un effetto complessivo sull'economia di 21 miliardi. Servirà ovviamente tempo perché questi effetti si scarichino a terra, perché sono intesi come "lavori conclusi". Ciò nonostante, sono dati importanti e coerenti con quelli rilasciati nei giorni scorsi dal ministro Patuanelli.

 

Sono positive anche le stime sull'impatto occupazionale nel settore edile. Nella previsione che gli investimenti in riqualificazione raddoppino, l’Ufficio Studi Gabettha stimato che nel 2020 il numero degli occupati potrebbe essere analogo a quello del 2019, nonostante il lock down, grazie alla forte ripresa del terzo e del quarto trimestre. Nel 2021 inoltre l'occupazione potrebbe addirittura superare le 600 mila unità, rispetto alle circa 450 mila previste per il 2020.

 

Recenti ragionamenti fatti al Tesoro consideravano che le minori entrate fiscali nel quinquennio su cui varrà la misura dovrebbero attestarsi su 16 miliardi di euro totali, come differenza tra le attuali aliquote di sgravio (65 e 50% per Ecobonus e Sisma bonus) e il prossimo sgravio potenziato al 110%. Il MEF è però sicuro che "l'aumento del gettito legato agli effetti moltiplicativi dell'investimento iniziale consenta alla misura di ripagarsi praticamente da sola".

 

Aspettiamo la normativa sulla semplificazione, ma intanto iniziamo a costruire il futuro su Ecobonus e Sisma Bonus.

 

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